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La competizione tra Cina e India nell'industria ceramica
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L’India regina della crescita mondiale, anche nell’industria ceramica

 

Outlook IMF: +6,1% il trend previsto del Pil indiano quest’anno, +6,8% nel 2024

Le analisi del centro studi Mecs confermano la dinamica: +7,9% il CAGR della produzione di piastrelle

 

Gli ultimi dati del Fondo monetario internazionale lo confermano: l’India è il Paese con il più alto potenziale di crescita al mondo e nonostante le difficoltà vissute nel corso del 2022 (con un crollo degli indicatori macroeconomici dalla primavera), tornerà a guidare la corsa dell’economia internazionale già da quest’anno, con un +6,1% di Pil (oltre il doppio della media mondiale, del +2.9%) e arrivando a un +6.8% nel 2024. L’India rafforzerà così il suo distacco dal resto delle economie avanzate ma – ancor più degno di nota - dalla Cina, che crescerà invece, sempre secondo l’Outlook IMF, del +5.2% nel 2023 e de +4.5% nel 2024.


Real GPD 2021, annual percent change
La competizione tra i due giganti asiatici e i due modelli opposti di governo, società ed economia, si riflette in modo amplificato nell’industria ceramica, dove entrambi i Paesi giocano un ruolo leader a livello globale: assieme India e Cina valgono il 60% della produzione mondiale di piastrelle ceramiche e quasi altrettanto dei consumi. Il fatto che il paese di Xi Jinping abbia già ceduto a New Delhi lo scettro di paese più popoloso al mondo (qui i dati della World Bank sulle dinamiche demografiche) lascia presagire che il fortissimo dinamismo delle industrie ceramiche del distretto di Morbi, accompagnato dall’aumento di popolazione e di urbanizzazione nelle megalopoli indiane, vedrà scolorire nei prossimi anni il primato conquistato dai cinesi nell’industria mondiale ceramica nel corso del nuovo Millennio.
Lo raccontano chiaramente due report appena realizzati dal centro studi Mecs: “India, ceramic tile market” e “World forecast analysis – Ceramic tile market 2022-2026”. Si tratta del primo studio approfondito sull’industria ceramica indiana, frutto della collaborazione tra il centro studi italiano (da trent’anni osservatorio privilegiato del settore lavorando nel cuore del più importante distretto ceramico al mondo, quello di Sassuolo) e i produttori indiani del distretto di Morbi: sono stati ricalcolati tutti i valori del mercato e scandagliate oltre 800 imprese manifatturiere ceramiche indiane. L’India, con 2,5 miliardi di mq di produzione è oggi il secondo paese produttore al mondo di piastrelle e il terzo esportatore (mezzo miliardo di mq esportati). Il suo sviluppo è stato velocissimo: il numero di linee produttive è raddoppiato nel giro di sette anni (superando le mille linee nel 2018) e così ha fatto la produzione, aumentata di 15 volte. Dopo il picco del 2021, anche l’industria ceramica indiana ha risentito prima dell’effetto Covid, poi della crisi dei consumi, del blocco ai traffici internazionali, dei rincari energetici e dell’inflazione, ma le previsioni di medio periodo confermano l’India come il paese che trainerà l’industria ceramica mondiale anche da qui al 2026, con quasi l’8% in più di crescita ogni anno dei livelli produttivi, ben oltre il +3,3% di CAGR mondiale e quattro volte il ritmo di crescita dell’industria ceramica cinese.


production world forecast

production world forecast

 

Sono i numeri dell’ultima edizione del report previsionale di MECS su oltre 90 paesi produttori e consumatori di ceramica. E anche da questo studio si evince che come l’India sono le altre tigri asiatiche a promettere di sorprendere i competitor della filiera ceramica mondiale nei prossimi anni: paesi giovani, di industrie giovani (in India oltre la metà degli 800 società analizzate è nata negli ultimi dieci anni) e dove i governi, come quello di Modi, hanno lanciato piani di investimenti infrastrutturali e in edilizia ambiziosissimi. 

 

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