Follow Us:

Loghi
UK, l’economia al tracollo, ma si apre una speranza di ripresa
Featured

UK, l’economia al tracollo, ma si apre una speranza di ripresa

Settore immobiliare al tracollo, povertà in aumento, inflazione fuori controllo: così si presenta oggi la Gran Bretagna leggendo i dati macroeconomici del Paese. 

Eppure, in quello che a prima vista sembra un mercato catastrofico si aprono prospettive interessanti per le imprese italiane: da un lato il legame tra i due Paesi si è rafforzato in seguito alla recente visita della premier italiana Giorgia Meloni a Londra per incontrare Rishi Sunak, dall’altro si prevede che questa crisi sia un fenomeno di breve durata che lascerà presto spazio a un rimbalzo interessante anche per il Made in Italy, non solo per beni di largo consumo, e per i settori trainanti dell’alimentare, moda, arredo e meccanica, ma anche per la filiera delle costruzioni.

 

 

La firma del memorandum d’intesa bilaterale post Brexit tra Italia e Regno Unito faciliterà il dialogo tra imprese dei due Paesi, che nessuna delle due parti ha convenienza a interrompere. Il mercato oltremanica resta cruciale per la nostra economia: nel settore del packaging (si veda l’ultimo report “Cubo 2026” del centro studi Mecs-Ucima) il Regno Unito rappresenta l’ottavo mercato per importanza al mondo, con una domanda di tecnologie per l’imballaggio da 1,2 miliardi di euro. E anche se il tasso di crescita dei prossimi anni lo penalizzerà (+2.4%, ben al di sotto del CAGR mondiale del +3.8%), la monarchia britannica resterà comunque nella top-20 dei mercati più interessanti per costruttori ed esportatori italiani di tecnologie. 

 

 

Le attuali difficoltà del mercato britannico sono evidenti, tanto che i media locali sono arrivati a definire l’attuale crisi la recessione più lunga degli ultimi 100 anni per la Gran Bretagna: l’abbandono dell’Unione europea ha avuto pesanti contraccolpi, tra cui cadute di produttività e di commercio con l’estero e forte instabilità politica, dimostrata dai tre cambi di leadership dello scorso anno e dal malcontento generale tra la popolazione. Questa forte incertezza politica va di pari passo con una precarietà economica notevole nel Regno Unito: gli investimenti in abitazioni sono crollati dopo l’impennata dei tassi di interesse ad opera della Bank of England per frenare l’inflazione record (sopra al 10%) e la richiesta di mutui ha subito una brusca battuta d’arresto, toccando a novembre scorso il punto più basso da giugno 2020, quando il mercato immobiliare era completamente fermo a causa della pandemia che ha chiuso in casa il mondo intero. Questo clima di incertezza distrugge l’immagine di Londra come centro di desideri e interessi dei più benestanti, la cui fuga è iniziata già dal 2016, quando i super ricchi cinesi, arabi e russi che in passato hanno contribuito a gonfiare il mercato immobiliare, hanno iniziato ad abbandonare la capitale. 

 

 

Secondo gli ultimi outlook sul settore edilizio britannico, l’impennata inflattiva è destinata a frenare nei prossimi mesi e con l'attenuarsi dell'inflazione e il ritorno della domanda, le opportunità di ottenere rendimenti interessanti sugli investimenti immobiliari non tarderanno ad arrivare. In questo si trovano d’accordo anche le previsioni del Centro Studi Mecs sul mercato ceramico, che stimano una ripresa al 2026 della domanda di lastre e piastrelle dal Regno Unito intorno al 5% medio annuo. La situazione del mercato immobiliare dovrebbe infatti stabilizzarsi entro il 2023 e poi riprendere già a partire dal prossimo anno, con un nuovo flusso di investimenti di cui beneficeranno sia la nuova edilizia sia le ristrutturazioni con effetti positivi a cascata per tutti i materiali della filiera costruzioni

Tags :

Privacy Policy Cookie Policy

Follow Us:

ACIMAC
AMAPLAST
UCIMA